D’Anna (ONB): “Bene accordo Stato-Regioni su specializzazione Medici, ma ora pensare anche ad altre figure sanitarie”

L’Ordine Nazionale dei Biologi ed il suo Consiglio Nazionale si complimentano per il traguardo raggiunto in Conferenza Stato-regioni dai colleghi e amici Medici, circa la ridefinizione del fabbisogno di medici specialisti (triennio 2020/2023); si tratta di oltre 38.900 posti nelle scuole con 13.000 posti in più rispetto al triennio precedente. Condividiamo pienamente le parole di Filippo Anelli, presidente Fnomceo: “per superare l’imbuto formativo e la carenza di medici, serve una legge che stabilisca la corrispondenza, uno a uno, tra il numero dei laureati in Medicina e quello delle borse di specializzazione o per la Medicina generale“.
L’accordo prevede la formazione, per l’anno accademico 2020-21, di almeno 13.507 nuovi medici specializzati; di 13.311 per l’anno accademico 2021-22 e di altri 12.124 per l’anno accademico 2022-23.
Tali specialisti “andranno a corroborare il nostro Servizio Sanitario Nazionale, portando risorse laddove di queste si ha bisogno, colmando le carenze messe impietosamente in luce dalla pandemia da Covid 19” spiega ancora Anelli. Purtroppo, prosegue il rappresentante dei Medici: “l’aumento del numero dei posti non riuscirà a risolvere il problema dell’imbuto formativo, creato e ampliato dalla discrepanza tra il numero dei laureati (in crescita) e la disponibilità, inferiore, dei contratti per le Scuole di Specializzazione e le borse per il Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale“.
“Anche quest’anno – osserva infatti il presidente Fnomceo – e quello dopo, e quello dopo ancora, un medico su quattro non riuscirà ad entrare e andrà a ingrossare le file dei ‘camici grigi’ inoccupati, sottooccupati o disoccupati. E tutto ciò in un contesto che vede il picco della carenza di specialisti dovuta al pensionamento o comunque alla fuoriuscita di tanti colleghi dal Servizio Sanitario Nazionale. Carenza acuita dal Covid, che ha aumentato il fabbisogno di determinate figure”.
Temi centrali, quelli affrontati dal presidente Anelli, che tuttavia toccano tutte le categorie sanitarie, Biologi compresi. E non solo, dunque, quella dei Medici. In qualità di “Operatori Sanitari” auspichiamo, pertanto, che gli appelli della Fnomceo reclamanti un intervento normativo al fine di dare un futuro ai giovani medici circa l’aumento del numero dei contratti di formazione, trovino al più presto risoluzione anche per quanto concerne le altre categorie delle professioni sanitarie. Ciò, è vero, darebbe nuova linfa al SSN.
Il Servizio Sanitario Nazionale, va ribadito, è un patrimonio che necessita di medici preparati e specializzati. Tuttavia c’è da chiedersi se ci sia la necessità, proprio alla luce dell’attuale emergenza sanitaria, di invocare un intervento normativo a favore anche di altre figure sanitarie, tra cui i Biologi. Un intervento tale da rafforzare, salvaguardare e determinare il futuro del SSN.
Non solo medici quindi…ma anche Biologi, Farmacisti, Odontoiatri, Fisici (spesso identificati come “non medici”). Figure altamente specializzate, che vanno a comporre l’ampio panorama del SSN e che godono della stessa dignità dei “camici grigi”.

Sen. Dott. Vincenzo D’Anna, presidente Ordine Nazionale dei Biologi